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VIABILITA’ LOCALE: presentata nuova interrogazione al Ministro DelRio.

La rete stradale e quella ferroviaria nel calatino abbandonate a se stesse.

Come si pensa di incrementare turismo, agricoltura e artigianato se per muoversi con i mezzi di trasporto in questa zona è diventato un incubo?

Strade locali groviere, ferrovie colabrodo, strade statali ferme a 50 anni fa.

Ci impegneremo nei prossimi giorni a visitare con alcuni colleghi i luoghi simbolo di questo disastro, non si può più aspettare, bisogna agire.

Qui l’interrogazione: https://goo.gl/cqQV5H

Ferrovie siciliane? Vecchie e pericolose

Da un incidente avvenuto questa estate a Lentini, per fortuna senza morti o feriti, ho ritenuto indispensabile richiamare l’attenzione del Ministro dei Trasporti sullo stato dell’arte dei servizi pubblici essenziali in Sicilia per quanto riguarda il trasporto ferroviario.

Le sbarre del passaggio a livello si sono aperte proprio mentre sopraggiungeva un treno diretto a Scordia che ha investito in pieno un auto in transito.
E dire che proprio un paio di giorni prima era stata riaperta la strada.

Ferrovia Catania Gela: interrotta dal 2011 da Niscemi per un crollo di un viadotto. A che punto è il progetto di ricostruzione?

A quanto ammontano le risorse che lo Stato versa alla regione per avere un servizio pubblico essenziale che permette di avere un disservizio da terzo mondo nella tratta Caltagirone-Catania che si percorre in 2h e 1/2?

Ecco il testo della mia interrogazione firmata anche dalla collega Giulia Grillo M5Shttps://goo.gl/RQpDY9

US NAVY Sigonella morosa per 12 mln di Euro con l’Italia

E’ inaccettabile che la Marina militare degli Stati Uniti non versi i contributi previdenziali al personale civile italiano che lavora nella base aerea di Sigonella. A quanto ci risulta la Us Navy deve oltre 12 milioni di euro per contributi previdenziali non versati al personale italiano dipendente. Chiediamo alla ministra della Difesa Roberta Pinotti di intervenire subito per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori italiani. È una questione di dignità, oltreché di principio

Quello di Sigonella non è l’unico caso. Da una verifica incrociata con i dati Inps, il personale di Riscossione Sicilia ha constatato che anche la base di Napoli risulta morosa nei confronti del fisco per mancato versamento dei contributi ai lavoratori civili della Us Navy. Addirittura la base di comunicazioni concessa ad uso esclusivo alla marina militare Usa a Niscemi, e che ospita l’impianto MUOS, risulta completamente inesistente al fisco italiano

Non si possono assolutamente accettare situazioni di questo genere. Già in passato c’è stata la mancata collaborazione da parte della US Navy a rispettare una sentenza di condanna della Corte di Cassazione che ha sancito il reintegro di un lavoratore italiano, presso la base navale di Sigonella, ingiustamente licenziato. Da sottolineare che i lavoratori italiani delle basi militari Usa nel territorio nazionale, in virtù di accordi bilaterali Italia-Usa, sono assunti direttamente dalle Forze armate statunitensi. A differenza di altri Paesi europei come la Spagna, Grecia e Germania, dove i lavoratori locali sono assunti dal Governo di quel Paese e prestati all’amministrazione Usa

Qui il testo dell’interrogazione: https://goo.gl/YBE3nV

CROCETTA NON E’ MAI RESPONSABILE? SI ASSUMA LE PROPRIE COLPE

Il governatore della Regione Siciliana afferma che la responsabilità dei danni procurati dagli incendi degli ultimi mesi è dello Stato.

Si assuma le responsabilità della mala gestio a lui riconducibile, troppo spesso lo sentiamo scaricare colpe su altri, così come già avvenuto per il MUOS, quando i responsabili furono americani e ministero della Difesa, anche per gli incendi che stanno devastando la Sicilia, trova sponda nelle responsabilità altrui:

– chi avrebbe dovuto vigilare sulla scadenza dei termini delle
gare a fronte della mancata promessa del rinnovo della –
convenzione con Protezione Civile e Vigili del Fuoco?
– ha chiesto un incontro con le Prefetture che hanno l’autorità
per chiedere l’intervento dell’esercito?

Noi, mentre tutto si perde nell’etere, abbiamo presentato una risoluzione in Commissione Difesa per l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza in dotazione alle FF.AA. in funzione di deterrenza e controllo.

Strade nel calatino: fatiscenti ed inesistenti

Gli abitanti di San Michele di Ganzaria sono sempre più costretti ad uno stato di isolamento e di marginalità dovuto alle precarie condizioni di viabilità che ostacolano il fruire di rapporti di relazione e continuità con i comuni limitrofi come Mirabella Imbaccari;

le due comunità, da anni ormai, si vedono costrette a lunghi tragitti per lo stato di abbandono in cui versa la bretella viaria che congiunge la SS124 e la SP37i, collegando i due paesi, strada che oggi, per un tratto, è addirittura sfornita di asfalto ed in numerosi punti presenta segni di pericolose frane. Insomma si tratta di un raccordo che da lungo tempo è lasciato in uno stato di totale abbandono;

nell’area in questione sono presenti beni culturali, storici, artistici e archeologici di rara bellezza, purtroppo penalizzati da simili infrastrutture viarie;

anche a causa di questa situazione, nell’ultimo decennio, si è registrato una perdita demografica significativa con picchi che raggiungono il 30 per cento della popolazione;

Ministero dei trasporti, Regione Siciliana ed enti locali devono immediatamente procedere alla messa in sicurezza delle strade del territorio del calatino e trovare una soluzione rapida, efficace e condivisa in merito.

Qui l’interrogazione parlamentare che ho presentato: https://goo.gl/KgLRbN

La Sicilia brucia, il M5S alla Camera e all’Ars annunciano un esposto contro la Regione: “Il governo Crocetta è il responsabile di questo disastro, manca del tutto la pianificazione”

I deputati Cinquestelle siciliani a palazzo Montecitorio e a palazzo dei Normanni: “Subito lo stato di emergenza per tutte le aree interessate”.

Insorgono tutti i deputati siciliani del Movimento 5 Stelle eletti all’Ars e alla Camera che oggi annunciano un esposto contro la Regione. “La Sicilia continua a bruciare, – affermano – vasti incendi colpiscono ormai da giorni Messina, Enna, San Vito e Caltanissetta, ma già nelle scorse settimane interi polmoni verdi sull’Isola erano andati in fumo. I vigili del fuoco e la protezione civile, nel solo mese di giugno, sono dovuti intervenire per spegnere circa duemila incendi di cui cento hanno richiesto un intervento aereo”. “I ritardi nella programmazione delle campagne antincendio, – continuano i Cinquestelle – l’assenza di presidii e la mancata riorganizzazione del corpo Forestale siciliano (dopo lo scioglimento di quello statale) sono le vere cause. Gli incendi estivi, quali che siano le origini, hanno una sola motivazione: la mancata prevenzione”. “Non si possono prendere in giro i siciliani – aggiungono i deputati – prospettando azioni emergenziali appena dieci minuti prima della stagione estiva, e non si può immaginare di proteggere il territorio senza dotare ogni singola area protetta di un organico a tempo pieno”.

Inoltre, i parlamentari M5S chiedono di allargare lo stato di emergenza, già concesso per gli incendi di fine giugno e inizio luglio, a tutte le aree interessate dai recenti roghi”.

In conclusione, i 5Stelle a Palazzo dei Normanni e a Palazzo Montecitorio: “Rosario Crocetta oggi è a Messina per dare la sua ‘solidarietà alla città’, – dicono i parlamentari M5S – ma non è con la ‘solidarietà’ che si evitano i disastri ambientali. Un governo capace dovrebbe prendersi carico dei problemi e adottare soluzioni concrete, tutto il resto è aria fritta. Noi del Movimento 5 Stelle stiamo già predisponendo una proposta che valorizzi le unità lavorative reimpiegandole sul territorio”. Inoltre, dal Movimento 5 Stelle continuano a chiedere vengano attivati sistemi di videosorveglianza nelle aree maggiormente sensibili dell’Isola. Il sistema permetterebbe di monitorare il territorio in modo più efficace e agevolerebbe l’individuazione degli autori degli incendi, nel caso di origine dolosa. “Sarebbe opportuno – concludono – smettere anche di piantumare alberi resinosi che accelerano la propagazione dell’incendio, prediligendo piante autoctone”.

San Michele di Ganzaria: un paese che dice basta al traffico pesante

A San Michele di Ganzaria, in Sicilia, una strada statale passa dal centro del paese, ma la larghezza della carreggiata è di solo tre metri.
Non ci sono semafori, ne percorsi alternativi per i TIR che usano questa strada per raggiungere o arrivare dalla vicina autostrada CT-Pa.

Smog, inquinamento acustico sono all’ordine del giorno.

Accogliendo le proteste dei residenti diffuse anche su un giornale regionale ho deciso di presentare interrogazione al ministro DELRIO, per sapere di quali informazioni disponga il Ministroin merito allo stato di manutenzione della SS 124 Siracusana;
quali iniziative per il breve e medio periodo, siano in corso di realizzazione per favorire la normale circolazione nel tratto urbano della SS 124 all’interno del comune di San Michele di Ganzaria ed il transito in percorsi alternativi del traffico extraurbano;
se non si intendano assumere le iniziative di competenza per pervenire alla installazione di centraline di rilevazione dell’inquinamento ambientale, al fine di tutelare la salute degli abitanti del comune di San Michele di Ganzaria.

KALAT IMPIANTI: riflessioni ad incendio domato.

Ho partecipato, in veste di auditore, alla riunione tenutasi tra i vertici della SRR (“Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”) del calatino e la governance di KalatImpianti nella giornata di sabato, da cui è emerso che gli impianti fissi posti all’interno dei capannoni , per fortuna, non siano stati compromessi, a differenza di quanto invece appare evidente con la perdita di un paio di impianti mobili posti all’esterno della struttura.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

Tutto adesso rimane subordinato ai risultati che verranno comunicati dall’ARPA, l’agenzia per la protezione ambientale in merito all’eventuale inquinamento atmosferico prodotto dalla nube sprigionatasi;

Un plauso ai Vigili del Fuoco intervenuti ed alla direzione di KalatImpianti sempre presenti nelle ultime 48 ore, per cui, senza la loro fattiva collaborazione i danni sarebbero potuti essere peggiori.

Sono altresì fiducioso del lavoro che stanno svolgendo i Carabinieri su eventuali responsabilità dell’accaduto, coinvolgerò anche la commissione d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, per non lasciare nulla d’intentato nel perseguire eventuali responsabilità e per favorire la ripresa delle attività ordinarie; non vorremmo che oltre il danno si assista alla beffa di perdere gli introiti derivanti dalla ricchezza generata dalla gestione dei rifiuti prodotti nella zona del calatino.

E’ assurdo che con i primi giorni di torrida estate si assista a questo continuo scempio. La stagione è ancora lunga ed occorrono immediati provvedimenti da parte del Governo nazionale, i pochi mezzi a disposizione con gli uomini in servizio non bastano a garantire la copertura di un territorio vasto come la Sicilia e che vive l’Estate in continua crisi incendi.

Per questo sto presentando una interrogazione parlamentare con la quale chiederò:

1) quali informazioni il Governo è in grado di fornire in merito ai ritardi relativi all’assegnazione dei mezzi aerei in dotazione alla Regione Siciliana sino all’anno scorso a causa dell’accorpamento nell’Arma dei Carabinieri e nel Corpo dei Vigili del Fuoco del Corpo Forestale dello Stato;

2) quali misure intendano adottare in merito alla tutela del settore agro-alimentare delle zone interessate e limitrofe di concerto con le iniziative che la Regione Siciliana vorrà intraprendere;

3) se non intendano pubblicare e tenere aggiornati i dati relativi all’inquinamento dell’aria sul sito del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;

4) quale sia la situazione di mezzi e uomini dei Vigili del Fuoco in Sicilia rispetto alle tabelle organiche previste ed alla dotazione di mezzi e caserme necessarie per garantire il corretto svolgimento dei compiti assegnati al comparto soccorso;

IL CARA DI MINEO DEVE CHIUDERE!

Questa è la definitiva conclusione a cui è giunta, dopo un lungo e complesso lavoro, la relazione votata stamattina in commissione d’inchiesta sui Cie-Cara. Una relazione che alla fine ha dovuto prendere atto della nostra precedente mozione, bocciata in aula, che ravvisava tutte le criticità di uno dei centri d’accoglienza più grandi d’Europa, diventato nel tempo soltanto un serbatoio di corruzione e clientele politiche, con inchieste della magistratura che hanno messo in luce un sistema non dissimile da quello scoperto dalla DDA di Catanzaro che ha coinvolto il Cara di Isola Capo Rizzuto

I miei colleghi Giuseppe BresciaVega Colonnese e Marialucia Lorefice “Cittadina 5 Stelle” della commissione Cie-Cara esprimono tutta la loro soddisfazione:

“Sul tema dei migranti si fa molta retorica ad uso e consumo delle televisioni, e poi la politica in primis mangia sulle spalle dei disperati e degli ultimi, costruendo vere e proprie economie inventante dal nulla fatte di assistenzialismo che non hanno certo il fine di aiutare ed essere solidali, ma semplicemente di cementare bacini elettorali. Una guerra tra poveri, alimentata ad arte che poi lascia sul campo problemi immani come il Cara di Mineo, ormai una situazione completamente degenerata. Il Governo deve procedere alla chiusura immediata di Mineo e senza indugi. Se potevano ignorare la nostra mozione, la relazione in commissione è un documento che non può essere semplicemente messo in un cassetto e dimenticato”.

Muos: audizione del presidente della Regione Siciliana, Crocetta.

Quanto emerge dall’audizione del Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, certifica ancora una volta quanto sia stata determinante in questa vicenda l’insistenza del Ministero della Difesa contro la Sicilia e i suoi abitanti già a partire da un incontro avvenuto a Palazzo Chigi con l’allora premier Monti.

In quell’occasione il presidente Crocetta racconta che il sottosegretario agli Esteri Demistura premeva affinché si chiudesse quanto prima la questione Muos a favore degli Usa.
Rivela di un episodio di minacce telefoniche provenienti dagli USA ed anche di come sia l’assessore Lobello che la prefettura di Caltanissetta avessero subito la violazione delle caselle di posta elettronica in cui risultavano alcune comunicazioni riguardanti il MUOS.

Episodi che ci lasciano di certo sconcertati ma che non ci consentono di assolvere la Giunta Crocetta da una serie di mancanze come quella di non aver preteso la realizzazione delle azioni previste nel protocollo d’intesa siglato nel 2011 fra Ministero della Difesa e Regione Siciliana al fine di mitigare la presenza del Muos e garantire un controllo continuo dei fattori di inquinamento ambientale

Gravi mancanze altresì sul lato della sorveglianza sanitaria per cui è stata totalmente assente l’iniziativa da parte della giunta Crocetta nel pretendere dallo stesso governo che ci aveva e chi ci ha di fatto imposto il Muos, tutte le misure di prevenzione e sorveglianza sanitarie indispensabili su un’area unica al mondo per qualità e concentrazione di fattori inquinanti.

La popolazione locale è stata totalmente abbandonata proprio nel momento più delicato ossia quello in cui il Muos è stato messo in funzione e questo è inaccettabile.

Infine ci sorprende la reazione di Crocetta che pareva non conoscere neanche l’esistenza del Comitato Misto Paritetico in Sicilia, commissione di riferimento della regione sulle questioni riguardanti la presenza di siti militari sul territorio regionale, sulla cui attività in relazione al Muos, abbiamo chiesto delucidazioni. Il Presidente Crocetta tornerà in commissione, nel frattempo chiederemo le audizioni sia dell’ex sottosegretario agli esteri Demistura, dell’ex ministro LaRussa e del Ministro Lorenzin.