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Ponte Ferroviario crollato tra Caltagirone e Niscemi: interrogato il ministro dei trasporti

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
lungo la linea ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela, in data 8 maggio 2011, si è verificato il crollo al km 326+600 della nona e decima arcata e di un pilone del ponte di Piano Carbone;
in maniera fortuita, il crollo non ha determinato alcuna conseguenza a persone o veicoli in transito sulla strada Provinciale 39 che è stata successivamente chiusa, comportando lo spostamento della viabilità stradale sulla strada provinciale 62 Caltagirone-Santo Pietro e sulla strada statale 417 Catania-Gela comportando un disagio, non indifferente, per i cittadini di Niscemi che devono percorrerla frequentemente per raggiungere l’ospedale e il tribunale allocati a Caltagirone;
il ponte, a tutt’oggi è rimasto nella situazione di precario sostegno in cui si trovava infatti la mancanza di due piloni mantiene in equilibrio precario l’intera struttura dal quale pende, come per miracolo, solo la parte dei binari e delle relative travi. Il ponte, crollato nel maggio 2011, non è stato mai più oggetto di attenzione di RFI in un quadro di progressive dismissioni e col pretesto dell’alta velocità, le attuali Ferrovie stanno investendo tutte le risorse sui Frecciarossa e stanno lasciando in abbandono tutto il resto, senza dare un adeguato peso alle esigenze di mobilità di milioni di Italiani;
il ripristino del ponte oggetto della presente interrogazione, è in funzione dello sviluppo del territorio. La linea ferroviaria Caltagirone – Catania lambisce l’area dell’aeroporto di Catania. Basterebbe aprire una stazione per trasformare una linea obsoleta in una metropolitana di superficie. Se si tiene conto che sul fronte sud è possibile collegare la linea ferrata con l’aeroporto di Comiso si ha un quadro più chiaro delle potenzialità di sviluppo del territorio –:
quali progetti e iniziative s’intendano portare avanti, relativamente al ripristino del ponte, ad oggi rimasto nella situazione di precario sostegno.

 

 

Ecco la risposta del Viceministro delle infrastrutture e dei trasportiRiccardo Nencini.

 

Risposta. — Come già riferito il 26 ottobre 2017, in occasione dello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in IX Commissione, si conferma che la tratta Gela-Caltagirone è sospesa all’esercizio ferroviario dal 2011 a seguito del crollo del ponte di piano Carbone sito al chilometro 326+645; a seguito di tale sospensione si è provveduto ad offrire un servizio sostitutivo attraverso autobus.
Inoltre, Rete ferroviaria italiana (RFI) riferisce che l’accordo quadro recentemente sottoscritto dalla stessa società e Regione siciliana ha confermato invece il programma di utilizzo attuale dell’infrastruttura per servizi nella tratta Lentini dir.-Caltagirone.
Quanto alla possibilità di ripristinare il ponte di piano Carbone, la modalità di ricostruzione dello stesso è in fase di esame da parte di RFI nell’ambito della più generale necessità di adeguamento della linea alle più recenti norme di costruzione.
Ad oggi sono stati realizzati gli interventi di messa in sicurezza del sito relativo al crollo del ponte, con fondi di manutenzione eccezionale di competenza RFI, per un importo di circa euro 1.900.000.
Gli interventi per il ripristino dell’intera tratta riguardano circa 111 chilometri complessivi e interessano 10 viadotti, oltre al ponte da ricostruire, e 26 gallerie di cui due di lunghezza oltre 1.000 metri.
La messa a norma della infrastruttura in argomento è stimata all’incirca in 90,5 milioni di euro e i costi connessi al mantenimento – anche in sola sospensione della linea per le attività previste (sorveglianza, visita linea, interventi di presidio, e altro) – ammontano a circa euro 80.000 l’anno.
Questo Ministero ha manifestato la disponibilità ad avviare un tavolo di confronto con RFI e Regione siciliana, anche in ordine alla valutazione del rapporto costi/benefici del ripristino della tratta, al fine di individuare soluzioni adeguate per ridurre i disagi dell’utenza.

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Oggi mi sono recato a Mirabella Imbaccari, ogni volta che trovo un banchetto del M5S, mi sento a casa…tra magnifiche persone che condividono un grande progetto ed un’idea di cambiamento.

Oggi, gli attivisti, continuano la raccolta fondi per l’acquisto di un defibrillatore da donare alla protezione civile locale (A.V.P.C. IMAKARA) e alle scuole dell’istituto comprensivo di Mirabella Imbaccari un defibrillatore da poter utilizzare in caso di arresto cardiaco e salvare così delle vite umane.

Un defibrillatore, in casi estremi, aumenta sensibilmente la possibilità di salvare la vita di un piccolo Universo. Basta poco…un gesto semplice di solidarietà.