Comm.Inchiesta caso Scieri: la mia dichiarazione di voto del gruppo M5S

Comm.Inchiesta caso Scieri: la mia dichiarazione di voto del gruppo M5S

E con il voto unanime della Camera viene istituita la commissione d'inchiesta sulle sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni!!!Ci aspettiamo dunque la massima collaborazione, da parte di tutti. In caso contrario, denunceremo ostruzionismi sia in sede istituzionale che in pubblicoIl testo completo del mio intervento: http://goo.gl/8qOywZcon Maria Marialucia Lorefice "Cittadina a 5 Stelle"

Pubblicato da Gianluca Rizzo M5S su Martedì 30 giugno 2015

Grazie Presidente, oggi siamo chiamati a votare per l’istituzione di una nuova Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero nei poligoni di tiro e nei siti di deposito munizioni. Ma con questo voto non decideremo se avviare o meno un nuovo capitolo della vicenda uranio impoverito, che da quasi venti anni si trascina tra Aule parlamentari, aule di tribunale, ospedali e cimiteri. Siamo chiamati a rispondere, in nome e per conto delle istituzioni, a tutti quegli italiani che nel corso di quasi un ventennio si sono trovati a dover affrontare storie, drammi, vicissitudini dolorose legate a quei giovani che, nel corso della loro vita militare, hanno lottato o lottano ancora contro nemici per i quali non erano stati addestrati a combattere: le patologie derivanti dall’esposizione ad uranio impoverito o per aver prestato servizio presso siti potenzialmente pericolosi o semplicemente per aver ricevuto un vaccino. Siamo chiamati a dover scardinare un mondo, quello militare, che si è sempre trincerato dietro lo spauracchio delle gerarchie per mantenere una zona grigia utile a far demordere le tante, troppe, richieste di giustizia che a gran voce arrivano dalle famiglie dei militari coinvolti in queste venture. Siamo responsabilmente tutti chiamati a dover scrivere la parola fine ad una storia recente della nostra Repubblica e a tracciare una strada per evitare che in futuro nuove tragedie, come quella oggetto della discussione odierna, possano accadere o che l’asfissiante burocrazia dell’apparato statale strangoli ulteriormente tutti coloro che attendono equi indennizzi. Ripartiamo da dove eravamo rimasti e ripartiamo dalle conclusioni della precedente Commissione di inchiesta che, citandone i contenuti e le considerazioni finali, auspicava: lo sblocco della liquidazione degli indennizzi dovuti ai sensi dell’articolo 603 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010 in favore dei militari che hanno contratto patologie invalidanti e alle famiglie di coloro che sono deceduti a causa di esse; l’avvio dei piani di caratterizzazione ambientale e delle bonifiche dei siti inquinati dei poligoni militari, per i quali sono stati destinati specifici finanziamenti nell’ambito della manovra di finanza pubblica 2013-2015; l’avvio dell’indagine epidemiologica sistematica per l’area di Salto di Quirra e degli altri poligoni della Sardegna, anche se al momento si deve prendere atto dei ritardi che ne hanno impedito la conclusione nel termine previsto; l’impegno dell’amministrazione della difesa a rafforzare a livello centrale e periferico gli uffici per i rapporti con il pubblico, dotandoli delle competenze necessarie ad assistere nelle loro delicate problematiche i militari che si sono ammalati e le famiglie di coloro che sono deceduti. 
  L’articolo 32 della Costituzione italiana recita: «Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Il Ministero della difesa, invece, chiede la copertura obbligatoria dei vaccini da parte del personale militare, giustificandola con l’assolvimento dei compiti di difesa della patria e di intervento nei teatri operativi. Questa legittima richiesta del Ministero si scontra, però, con una forte limitazione della libertà di pensiero della singola persona che, pure essendo un militare, gode sempre dei diritti costituzionali. 
  I militari, una volta arruolati, ricevono una notevole dose di vaccini, che si somma a quella già ricevuta durante l’infanzia. Ma nei lavori dell’ultima Commissione d’inchiesta, si è messa in evidenza una probabile responsabilità dei vaccini, ovvero somministrazioni eccessive in un breve arco temporale, controindicazioni evidenti, insorgere di infermità non previste e altro, che potrebbe avere indebolito il sistema immunitario dei cittadini in uniforme. 
  Ecco, noi vogliamo continuare ad indagare su questi casi e vogliamo capire quali nessi di causalità vi siano tra chi, pur non avendo mai partecipato a missioni internazionali, abbia contratto malattie cancerogene ed essere stato esposto a fattori patogeni nei luoghi di lavoro, per essersi fatto somministrare un vaccino. 
  Presidente, colleghi, deve avvenire un confronto personale tra le convenienze politiche e la propria coscienza. Infatti, presumo che tutti, in quest’Aula, siamo genitori, fratelli o figli, e ognuno di noi, nel proprio intimo, conosce per esperienza, diretta o indiretta, casi di prematura dipartita di persone care, per i quali ci siamo sentiti impotenti, indifesi e anche arrabbiati nel constatare la fugacità dell’esistenza. Rendiamo giustizia a tutti quei nomi di ragazzi morti per aver sacrificato la propria vita per spirito di obbedienza verso lo Stato, ma soprattutto dimostriamo alle persone ancora in vita, che portano nel proprio cuore questi ragazzi, che la politica si interessa attivamente a loro, per far sì che mai si possa dire «non sapevamo» o «non potevamo non farci nulla». 
  Presidente, il MoVimento 5 Stelle voterà a favore. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

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gianluca.rizzo administrator